Perché ci piacciono sempre le persone emotivamente non disponibili?

Pubblicato il 1 dicembre 2025 alle ore 13:09

Capita più spesso di quanto pensiamo: ci sentiamo attratti da persone che mandano segnali confusi, che sembrano vicine un giorno e lontanissime quello dopo, che non si espongono, non scelgono, non si lasciano davvero avvicinare.
E mentre noi ci coinvolgiamo, loro si ritirano.
Perché succede? Perché proprio quelle persone?

La risposta non è semplice, ma ci sono alcuni meccanismi emotivi molto comuni.


1. Perché confondiamo l’incertezza con l’intensità

Quando qualcuno è imprevedibile — oggi presente, domani distante — il nostro sistema emotivo entra in uno stato di attivazione continua: aspettiamo un messaggio, un gesto, un segnale. Questa attesa ci fa percepire ogni minimo contatto come “speciale” o più intenso del reale.

Questo meccanismo è stato spiegato molto bene da B.F. Skinner con il concetto di rinforzo intermittente: non riceviamo attenzione costante, ma piccole “ricompense” in modo casuale e imprevedibile. Ed è proprio questo che ci aggancia di più.

La ricompensa intermittente, infatti, è la forma di apprendimento più difficile da estinguere: quando non sappiamo se o quando arriverà il prossimo messaggio, ci attiviamo ancora di più, investiamo più energia emotiva e restiamo agganciati a quella relazione.

Non è amore, non è chimica speciale. È un pattern di apprendimento: la nostra mente collega la persona all’idea che “prima o poi” arriverà quel piccolo gesto che ci farà sentire visti. Un ciclo in cui restiamo intrappolati.

E così l’incertezza diventa intensità.
E l’intensità diventa dipendenza emotiva.


2. Perché cerchiamo di “meritare” l’affetto

Se la persona non disponibile ci dà attenzioni a intermittenza, ogni piccolo gesto sembra valere tantissimo e così iniziamo a impegnarci, a “conquistare”, a cercare di essere visti.

È un bisogno profondo di validazione, spesso legato a esperienze precedenti:

  • genitori emotivamente distanti

  • affetti instabili

  • relazioni in cui si doveva “fare di più” per essere notati

Non inseguiamo la persona: inseguiamo una sensazione familiare.


3. Perché le emozioni irrisolte ci riportano dove abbiamo già sofferto

La mente è paradossale: torna verso ciò che conosce, anche se fa male.
Le relazioni non disponibili risvegliano vecchie ferite e, inconsciamente, ci fanno sperare di “riscrivere” il finale.

Come se, convincendo quella persona a sceglierci, potessimo finalmente guarire la ferita o le mancanze del passato.

Contemporaneamente,  a volte non scegliamo persone disponibili perché non siamo pronti noi.
La vicinanza emotiva può far paura:

  • paura di essere visti davvero

  • paura di dipendere dall'altro 

  • paura di essere feriti

  • paura di impegnarsi

La persona indisponibile, in un certo senso, è “sicura”: ci tiene a distanza. Questa distanza, per quanto dolorosa, può sembrare più gestibile dell’intimità autentica.

Le relazioni non corrisposte non sono solo una questione di attrazione: sono una questione di autostima.
Se, in profondità, crediamo di non meritare un amore stabile, presente, affettuoso non lo riconosceremo quando arriva.

E continueremo a inseguire chi non ci può dare ciò che desideriamo.


La verità è che non è colpa nostra: è un pattern che nasce da ferite, paura e bisogno di essere visti.

Riconoscerlo è il primo passo. Il secondo è scegliere diversamente: persone presenti, chiare, emotivamente aperte.
Persone che non dobbiamo inseguire, ma incontrare.

Perché l’amore sano non si rincorre.
Si costruisce insieme.

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